L’Associazione “I Diritti Civili nel 2000” da più di un decennio si occupa di prevenzione dell’infanticidio con il prog. Salvabebé Numero Verde 800283110 e di sostegno alle mamme in estrema difficoltà con gli sportelli Salvamamme (negli ultimi mesi 515 donne sostenute di 40 nazionalità diverse). La prevenzione della depressione post-partum rientra nelle finalità proprie dell’Associaizone la quale propone con questo calendario un progetto pilota che raggiunga tutte le donne in gravidanza e le neo-mamme della Regione Lazio. Perché, se si riesce a chiedere aiuto, c’è una soluzione positiva di fronte a problemi apparentemente insormontabili. Il Calendario delle Donne è ormai al suo VIII anno di vita a sottolineare che la donna non è un’immagine stereotipata di gioventù e bellezza ma è intelligenza, creatività e impegno.



Grazia Passeri,
Presid. dell’Ass.“I Diritti Civili nel 2000”

Prof. Rosanna Cerbo
Resp. Scientifico dell’Ass.“I Diritti Civili nel 2000”

SI GUARISCE DALLA DEPRESSIONE POST-PARTUM
IL VERO PERICOLO E' NON PARLARNE

È nato il bebé. Dovrebbe essere un periodo di felicità ed invece spesso la neomamma si sente triste, irritabile, con facilità al pianto. È un fenomeno ben noto dai tempi remoti e gli antichi romani chiamavano il periodo post-partum “il tempo delle lacrime”. Questa sintomatologia che può seguire al parto è denominata negli USA “baby blues”, riguarda il 70% circa delle puerpere ed è caratterizzata da ansia, umore triste, irritabilità, stanchezza, crisi di pianto immotivato, bruschi cambiamenti di umore, sensazione di “abbandono” da parte del marito e dei familiari, senso di inadeguatezza; insorge due o tre giorni dopo il parto, dura

da pochi giorni ad un massimo di 2 settimane, non richiede alcun trattamento e non lascia nessuna conseguenza. La causa di questo fenomeno è sia psicologica (paura di non saper accudire il bambino, timore di deludere i parenti, paura di non riprendere l’aspetto fisico precedente alla gravidanza) sia organica: stress psicofisico dopo il parto, caduta repentina dei livelli di estrogeni, diminuzione delle endorfine.

Al di là dei “baby blues”, fenomeno quasi fisiologico, è importante sottolineare il rischio per la donna di andare incontro ad una vera e propria depressione, clinicamente evidenziabile, che va curata. La depressione collegata con il parto (o post-partum) interessa tra il 15 ed il 20% circa dei casi, si presenta per lo più entro 30 giorni dal parto, ma può insorgere sia durante la gravidanza che due-quattro mesi dopo il parto e necessita di terapia farmacologia e psicologica. Essa può manifestarsi come un peggioramento dei “baby blues” o insorgere all’improvviso con marcata tristezza, diminuzione dell’appetito, disturbi del sonno, senso di incapacità ad occuparsi del bambino, disinteresse per le attività quotidiane, difficoltà di prendere decisioni; possono comparire attacchi di panico o vere e proprie idee di autolesionismo. La donna è talmente impaurita di far del male al figlio e di venire considerata “matta” che tende a vivere da sola questa situazione. Ed è il silenzio il reale pericolo, non solo per la donna, in quanto la sintomatologia tende ad aggravarsi, ma anche per il neonato. Infatti numerose ricerche dimostrano che la depressione della mamma, non trattata, può rappresentare un fattore negativo sullo sviluppo cognitivo ed emotivo del bambino. Viceversa i trattamenti psicologici e farmacologici, se attuati presto, portano nella pressocché totalità dei casi a rapida e completa risoluzione. Infine esistono le psicosi depressive post-partum, fenomeno raro che interessa solo il 2 per mille delle donne e che solo in una piccolissima percentuale di casi rappresenta un fattore di pericolo per comportamenti auto ed eterolesivi anche molto gravi soprattutto nei confronti del figlio. Nella psicosi depressiva ci sono fenomeni deliranti ed allucinatori, la donna può sentire voci che le impongono di far del male ai figli. è possibile prevenire e curare i disturbi depressivi collegati alla gravidanza ed al puerperio, che possono presentarsi a tutte le età, indipendentemente dal numero dei figli già avuti. Moltissimo possono fare ginecologi, ostetriche, pediatri, psicologi e psichiatri. è possibile individuare i fattori di rischio per l’insorgenza di fenomeni depressivi: storia di depressione in famiglia o precedenti episodi depressivi nella donna, mancanza di valido supporto familiare o della figura materna di riferimento, carenza di aiuto da parte del partner, eventi stressanti concomitanti, come lutti, cambiamenti nell’ambiente di vita, malattie in famiglia, ecc. è quindi necessario rassicurare la donna ed i suoi familiari della normalità nella comparsa di piccole alterazioni dell’umore successive al parto, ma nello stesso tempo è fondamentale sollecitare la donna a manifestare senza timori il proprio stato d’animo ed i suoi eventuali sintomi depressivi ed invitare i parenti a prestare vicinanza emotiva e massima attenzione verso comportamenti inusuali. E soprattutto a parlarne subito con il medico che è in grado di rispondere con consigli e, se necessario, con terapia o invio a specialisti.
IL COMITATO SCIENTIFICO


AZ. POLICLINICO UMBERTO II
UNIV. LA SAPIENZA DI ROMA
Prof Pierluigi Benedetti Panici
Dirett. Dipart. di Ginec. e Ostetricia
Prof. Francesco Bruno,
Titolare Insegnamento di Psicopat. Forense
Prof. Manuel Castello, Dirett. Dipart. di Pediatria
Prof. Rosanna Cerbo, Neurologo e Psichiatra - DEA
Prof. Patrizia Colarizi, Dirett. Terapia Intensiva Neonatale
Prof. Maurizio Gente, Coord. Trasporto Emergenza Neon. Regione Lazio
Prof. Maria Moro, Docente di Endocrinologia Ginecologica
UNIV. CATTOLICA DEL SACRO CUORE POLICLINICO A. GEMELLI
Prof. Salvatore Mancuso, Dirett. Dipart. Tutela Salute Donna e della Vita Nascente
AZ. OSP. POLICLINICO TOR VERGATA - UNIV. TOR VERGATA ROMA
Prof. Emilio Piccione, Resp. Ambulatorio Specialistico Ginecologia e Ostetricia
Prof. Alberto Siracusano, Direttore U. O. di Psichiatria
SOCIETA' ITALIANA DI PSICHIATRIA SOCIALE
Dott. Santo Rullo - Dott Sergio De Filippis
FROSINONE
Prof. Norberto Venturi
Dott.ssa Paloma Boni, Psicopedagogista Consulente Prenatale e Clinico
E' NATO MIO FIGLIO, SONO FELICE, MA MI VIENE DA PIANGERE E MI SENTO TRISTE. PERCHE'?
La preparazione all’arrivo del bebé è preparazione delle cose molto più che preparazione delle persone ad un evento lieto, ma nuovo e inconsueto.
La capacità emotiva di pensarsi in un ruolo genitoriale non è affatto automatica. La difficoltà di adattamento all’assunzione del ruolo può portare ad un grande senso di solitudine psicologica nella madre, spesso non sostenuta adeguatamente dal padre, quando è presente. E il grande divario tra l’aspettativa di un evento da favola e la realtà di impegno e cambiamento porta la mamma a vivere la perdita di una parte di sé come un evento di lutto. La tristezza dei “baby blues” appare inspiegabile e quindi da nascondere, da vivere con paura. Consueta è infatti la tristezza del post-partum, da raccontare senza timori o vergogna. E' un sentimento da ... (vai)
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