IL CALENDARIO DELLE DONNE 2004 - VI EDIZIONE
L'Ass."I Diritti Civili nel 2000" pubblica da sei anni il "Calendario delle donne", con il quale ogni anno si cerca di cogliere un aspetto diverso della donna di oggi, si identificano i grandi spazi conquistati, i passaggi di crescita ma si punta anche il dito contro le sacche di emarginazione, ove versano in situazioni inaccettabili troppe donne lontanissime dal rompere un "soffitto di cristallo" di cui non riescono neanche a intravedere l'esistenza. Non si tratta di un approccio neo-femminista ma di una battaglia di diritto e civiltà che i due sessi devono condurre insieme.
NELLA PELLE DELL'ALTRA
Le Ass. "I Diritti Civili nel 2000" e "Terzo Sole" tornano quest'anno sul tema della violenza contro le donne, in particolare su quella estrema che può condurre alla morte. Siamo tutti fortemente colpiti dalla tragedia delle spose indiane bruciate vive e delle giovanette del Bangladesh devastate dall'acido; meno impressione si prova per le donne europee e italiane che vengono uccise ogni giorno (in crescita esponenziale) da pretendenti, mariti, ex mariti, fidanzati, amanti; magari per alcune si tratta di una morte annunciata da anni e anni di umiliazioni e maltrattamenti. Si tratta di prendere coscienza della tragedia, trovare uno spazio di riflessione oltre le ambiguità della cronaca nera e l’effimero dei format televisivi. Si tratta di "fare" davvero qualcosa a livello di campagna di sensibilizzazione sociale, di legislazione mirata, di intervento istituzionale rapido, di capacità di ascolto professionale a livello territoriale. Il Calendario "Nella pelle dell'altra" propone dunque il volto di B. De Rossi, Presidente onorario dell' Ass. "I Diritti Civili nel 2000", ritoccato in computer grafica con i segni fisici dei maltrattamenti. Gli stessi segni che sono sul viso e sull'anima di tante che vivono senza avere il coraggio, l'occasione, la forza di ribellarsi. Occorre porre una più attenta riflessione su una tragedia sottovalutata non in nome di uno sguardo “di genere” verso le donne, da parte delle donne, ma della società civile verso crimini assurdi ed in parte evitabili con adeguate azioni. E’ stata richiesta una campagna di sensiblizzazione televisiva tramite lettera aperta alla Presidenza del consiglio dei Ministri (come già è stato fatto in altre nazioni europee) che sia di dissuasione per tutti quegli uomini che vengono presi in una spirale di cieca violenza. L’Ass. sostiene anche la necessità di sensibilizzare i magistrati spesso orientati per una rapida concessione degli arresti domiciliari, in ragione di una pericolosità sociale ritenuta scarsa o inesistente ma che poi viene in genere interpretata come una giustificazione del crimine o una forma di salvacondotto.
L’OMICIDIO IN FAMIGLIA: I DATI
Nei 223 omicidi in famiglia del 2002 prevalgono le vittime donne (63,2% dei casi a fronte del 36,8% dei maschi), più numerose al Nord (57,6%) e al Sud (28,4%). Il maggior numero di vittime donne si concentra nella fascia tra i 35 e i 44 anni (21,3%), dove prevale il movente passionale; più numerose sono inoltre le vittime donne nella fascia di età superiore ai 64 anni (20,6%), dove si contano numerosi omicidi-suicidi tra coniugi anziani e delitti compiuti da figli, nipoti, generi e nuore. Prevalgono tra le vittime in famiglia la figura del coniuge/convivente (30,9%), elevato il numero dei partner (8%) e degli ex (6,7%). Nel 62,8% degli omicidi in famiglia la vittima convive con il suo assassino (nel 37,2% non convive); nel 67,2% degli omicidi passionali le vittime non convivono con i loro assassini, così come nel 42% dei delitti per denaro o interesse. Sono conviventi oltre l’80% delle vittime degli omicidi originati da raptus, disturbi psichici e situazioni di disagio. Le vittime di omicidio domestico sono soprattutto pensionate (15,2%), casalinghe (9%), operaie (8%), impiegate (7,2%) e studentesse (3,6).
GRANDI E PICCOLE VIOLENZE
Il tema della violenza sulle donne è in un certo senso, un tema che ancora suscita rimozione e un certo fastidio. Un retaggio, che evidentemente è antico, ci porta a liquidare il problema della violenza e dell'aggressività maschile nei confronti delle donne come un fatto privato, che interessa la singola donna e lei soltanto. I casi estremi di violenza, in cui evidentemente confluiscono diversi fattori in parte riconducibili a squilibri psicologici importanti, vanno letti in questo senso come una metafora di un ben più vasto disagio: sono troppi ancora gli uomini che ritengono legittima l'espressione della propria aggressività nei confronti di mogli, compagne e fidanzate, quasi fosse l'espressione della propria "virilità" o peggio ancora del proprio coinvolgimento emotivo nel rapporto. Sono troppi ancora gli uomini "afasici", uomini che non hanno mai imparato ad esprimere la propria visione delle cose e la propria opinione perché si sono rannicchiati in una subcultura maschile fatta di semplice e primitiva affermazione del sé, di prevaricazione spavalda, di aggressività. Perciò è importante accendere l'attenzione su questi temi: per far riflettere, al di là dei casi estremi, sulla povertà di linguaggio della cultura diffusa.

ELISA MANNA
Responsabile Settore Cultura Censis
Fonte: archivio degli omicidi dolosi in Italia - EU.R.E.S. Ricerche Economiche e Sociali 2003

L’OMICIDIO: VIOLENZA ESTREMA SULLE DONNE
Lettera aperta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Nel quadro della campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui continui episodi di violenza omicida che con impressionante frequenza colpiscono le donne, le Associazioni “I Diritti Civili nel 2000” e “Terzo Sole” si rivolgono alla Presidenza del Consiglio dei Ministri al fine di ottenere uno spazio nelle forme di comunicazione sociale, che fanno capo al massimo livello governativo. Le dimensioni della tragedia sono terribili e solo ad un pubblico dibattito può essere affidata la speranza di arginare uno sconvolgente fenomeno di criminalità diffusa, che a ben vedere, è la prova estrema dello scarso livello di considerazione umana e sociale in cui è tenuta la donna presso larghi strati della popolazione e in specie quella che decide di sottrarsi a un rapporto impossibile: un fenomeno legato alla stessa crescita del ruolo della donna e con il quale tanti uomini non riescono a confrontarsi. I soggetti associativi che formulano la presente richiesta, hanno in corso di allestimento, in collaborazione con l’università “La Sapienza” di Roma, un progetto di spot, che sarà presentato a codesta Presidenza, ove essa concordi sulla necessità di un intervento dei media. Lo spot sarà animato con la partecipazione volontaria dell’attrice Barbara de Rossi. Vogliamo nutrire la certezza che la massima autorità governativa non resterà insensibile di fronte alla gravità dei fatti prospettati.

Associazione “Terzo Sole”
Associazione “I Diritti Civili nel 2000”

LETTERA APERTA
Ai GIP (giudici delle indagini preliminari)
Gentili dottori, troppe legalissime scarcerazioni lampo di uxoricidi confessi, a corpo ancora caldo delle vittime e a canne fumanti delle pistole, suonano come un’offesa ultima ed estrema a donne che hanno subito la peggiore delle violenze: la privazione della vita. Non vogliamo prendercela con voi che in fondo optate per una soluzione che si basa sul fatto che il marito è reo confesso e, quindi, non in grado di inquinare le prove o di fuggire e nemmeno di uccidere di nuovo, in quanto in Italia non vige la poligamia e quindi uccisa la moglie si ritorna inermi e inoffensivi, ma chiediamo solo di tenere in conto il dramma della famiglia di origine della moglie, e il rischio che queste scarcerazioni lampo creino solo l’idea che “uccidere una donna, fidanzata, amante, moglie” non è un vero reato. Le donne uccise chiedono giustizia e rispetto. Evitare questi crimini è una battaglia per la civiltà di uomini e donne uniti. Vi chiediamo, mentre portiamo a termine la nostra VI campagna di informazione su questa tragedia, di tenere conto delle nostre parole.


Associazione “Terzo Sole”
Associazione “I Diritti Civili nel 2000”

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